L’importanza dell’alimentazione alcalina in Menopausa

 

In questo articolo vi voglio far conoscere l’importanza dell’ alimentazione alcalina soprattutto per noi donne in menopausa.

Anche in questo caso parliamo di stile di vita e non solo di una semplice dieta.

Per stile di vita intendo l’adottare delle abitudini positive a 360 gradi per il nostro organismo. Quindi non solo alimentazione, ma anche fare movimento, diminuire il livello di stress, assumere pensieri positivi e virtuosi (l’EFT in questo senso è il numero uno) e migliorare la qualità delle nostre relazioni.

Per contro ciò che produce un ambiente acido, la cosiddetta acidosi metabolica (l’opposto di alcalino) sono quelle abitudini poco virtuose che dovrebbero diminuire o meglio ancora essere eliminate.

Sto parlando di bere alcool (soprattutto fuori dai pasti), fumare, bere troppi caffè, consumare troppi cereali, soprattutto farine raffinate, biscotti, pane e pasta e troppi cibi fritti. Ahimè lo so che a certi piaceri o gioie della vita, come la consuetudine le definisce, è dura da rinunciare ma i benefici che poi si ottengono portano a dimenticare queste mancanze e a scoprire nuovi piaceri.

Ma che cosa significa alimentazione alcalina?

La prima cosa da sapere è che il nostro organismo per poter essere in salute dovrebbe funzionare in un ambiente con pH 7 o leggermente superiore, ovvero basico o alcalino. Anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia di evitare un ambiente acido ovvero entro un range che va da pH 6,5 e 4,5. Il range ideale parte da 7.0 fino ad un perfetto equilibrio alcalino stabile a 8.5. (livello purtroppo difficilmente raggiungibile in questa società).

Questi valori possono essere facilmente rilevabili da una semplice analisi delle urine (vedi indicazioni a fine articolo).

Mentre, udite – udite, il nostro sangue deve avere un pH che oscilla tra i valori 7,35 – 7,45 e il corpo lavora in modo assiduo affinché questi valori non varino, altrimenti oscillazioni  anche minime (+ o – 0,4) sono spia di patologie gravissime.

Pensate che fatica che deve sopportare il nostro organismo se si trova in un ambiente acido per mantenere il parametro suddetto nel sangue!!

Non a caso se il tuo corpo diventa troppo acido, è molto probabile che sentirai un abbassamento energetico, con conseguente senso di stanchezza immotivato, problemi digestivi, e una difficoltà nel controllo del peso!

L’alimentazione è quindi l’ago della bilancia che determina l’ambiente acido o alcalino del nostro organismo, ovvero malattia o salute.

La questione fondamentale è quindi conoscere e soprattutto utilizzare cibo alcalinizzante.  Un cibo che, dopo la sua digestione, a livello intestinale rilascia residui o ceneri alcaline (cioè minerali come calcio, magnesio, potassio, sodio).

Per esempio, un frutto acido in partenza come un agrume, rilascia residui alcalini dopo la sua disgregazione, ed è per questo detto alcalinizzante o alcalino.

Lo stesso discorso può essere fatto per la carne, che è alcalina in partenza, prima di essere consumata, ma rilascia ceneri acide e putrefazioni intestinali dopo la digestione.

In sintesi e in via generale una dieta ricca di carne, soprattutto rossa e proteine animali rende l’ambiente acido, una invece ricca di frutta e verdura lo rende alcalino.

Non è un caso, che emerge da recenti studi scientifici … non convenzionali, che basterebbe fare una dieta alcalina per prevenire e aiutare a combattere il cancro.

Un noto esempio in tal senso è dato dal libro del famoso oncologo Umberto Veronesi “Verso la Scelta Vegetariana – Il tumore si previene anche a tavola”, dove illustra attraverso le sue ricerche che le persone che adottano uno stile di vita vegetariana (sì perché non è solo e semplicemente una dieta, per quanto sufficiente) hanno molte meno possibilità di contrarre cancro e tumore.

Ma purtroppo questo tipo di informazione non passa nei media ufficiali e non te lo diranno mai apertamente in quanto ciò andrebbe a contrastare interessi molto forti nell’ambito della sanità, dicasi big Pharma, e di quelli dei produttori di carne, latte e prodotti caseari e via dicendo.

La cellula del cancro in un ambiente alcalino non si sviluppa, in un ambiente acido invece “si scatena”. A dirlo è stato uno scienziato premio Nobel per la medicina, nel 1931 (quasi un secolo fa …!!): Otto Warburg .

Interessante a questo proposito un’intervista condotta dalle Iene all’oncologo Prof. Franco Berrino dove asserisce che: “l’alimentazione è fondamentale in qualunque tipo di terapia a maggior ragione in oncologia ma che purtroppo i medici non sanno di alimentazione in quanto nelle Università questo tipo di conoscenza non viene assolutamente insegnata.

I medici dovrebbero pretendere che l’alimentazione negli ospedali, soprattutto nei reparti oncologici sia diversa!

Mediamente quello che diamo da mangiare ai nostri ammalati negli ospedali è il peggio del peggio!”

(vai a questo link ….. sono 5′ molto interessanti)

E alla fine del video conclude:

Se noi ci ammaliamo aumenta il PIL, c’è crescita, diminuisce lo spread “ … ” E’ una commistione di ignoranza, di stupidità e di interessi ”.

 

COSA POSSIAMO FARE IN PRATICA

La buona notizia è che oltre orientarsi verso una alimentazione alcalina in menopausa si possono usare degli accorgimenti naturali ed empirici come l’assunzione quotidiana di acqua alcalina.

Perché l’acqua possa essere considerata acqua alcalina, i suoi livelli di pH devono essere più alti di 7,3. Più è alto il valore del pH, più alcalina sarà l’acqua.

Purtroppo la maggior parte dell’acqua in bottiglia o del rubinetto è incline ad essere piena di metalli, antibiotici, ormoni e cloro.

Per questo motivo è consigliabile utilizzare acqua depurata (di sorgente naturale, direttamente dalla fonte …. praticamente accessibile a poche fortunate persone), altrimenti acqua distillata o demineralizzata per uso alimentare.

 

Ecco una ricetta per fare in casa l’acqua alcalina:

– Da bere al mattino 1 bicchiere appena alzati.

Ingredienti:

  • Un cucchiaio di sale rosa dell’Himalaya
  • Un limone biologico
  • Due litri di acqua depurata, distillata o demineralizzata
  • Una brocca di vetro

Procedimento:

  1. Versa l’acqua nella brocca di vetro.
  2. Taglia il limone (ben lavato con bicarbonato) in quarti e aggiungili all’acqua (non strizzarli).
  3. Aggiungi il sale rosa dell’Himalaya.
  4. Lascia decantare tutta la notte a temperatura ambiente, alla mattina sarà pronta da bere.

 

Misurazione del PH urinario

Possiamo autonomamente fare una misurazione del pH urinario senza costose analisi presso i centri convenzionali grazie a delle cartine tornasole apposite che, a contatto con l’urina, immediatamente cambiano colore, indicando il livello di acidità delle stesse.

L’acidità si misura in 3 momenti della giornata:

– SECONDA URINA DELLA MATTINA;

– PRIMA DEL PRANZO;

– PRIMA DELLA CENA.

Per ogni giornata di misurazione fai la somma totale delle misurazioni e dividi per 3, ottenendo il pH medio giornaliero.

 

Tabella degli alimenti acido-basico

Ecco di seguito delle tabelle che vi mostrano i cibi più alcalini e quelli più acidi. È quindi consigliato assumere in quantità molto limitate i cibi con livello medio-alto di acidità, e assumere molto più spesso i cibi con livello medio-alto di alcalinità.

Un buon sistema che tenga conto anche del livello emozionale del cibo, cioè il piacere di mangiare, è ovviamente preparare piatti anche elaborati in maniera sana e che possono contenere anche proteine animali, meglio se solo pesce o carni bianche accompagnate da tanta frutta e verdura con una proporzione indicativa di 20-80, cioè 20% cibi acidificanti e 80% cibi alcalinizzanti nell’arco della giornata.

Principio che in linea di massima ho adottato nel metodo MiM.

 

Alimenti e livelli di alcalinità

ALTO MODERATO BASSO MOLTO BASSO
bicarbonato di sodio mele mandorle germogli di erba medica
chlorella (alga) albicocche aceto di sidro di mele olio di avocado
Dulse (alga) rucola mele banana
limoni asparago carciofi barbabietola
lenticchie avocado mirtillo
Lime Fagioli (verde fresco) peperone cavoletti di Bruxelles
radice di loto broccoli mora sedano
acqua minerale melone aceto di riso erba cipollina
Pesca nettarina carruba cavolo coriandolo
cipolla carote cavolfiore olio di cocco
cachi anacardi ciliegia cetriolo
ananas cayenna olio fegato di merluzzo Ribes
semi di zucca castagne cavolo verde uova di anatra
lampone agrumi tuorli d’uovo verdure fermentate
sale marino tarassaco melanzana olio di lino
alghe tarassaco tè ginseng tè allo zenzero
alga marina more tè verde chicco di caffè
spirulina fiori commestibili odori Uva
patata americana indivia miele (grezzo) olio di semi di canapa
mandarino aglio porri riso giapponese
radice di taro zenzero (fresco) funghi Lattuga
prugne umeboshi ginseng tè lievito alimentare avena
succhi di verdura pompelmo papaia gombo
anguria tisana pesca olio d’oliva
erbe (a foglia verde) pera Arancia
melata sottaceti (fatto in casa) quinoa
cavolo patata uva passa
fuco olio di primula semi germogliati
kiwi zucca zucche
cavolo rapa uova di quaglia fragola
Loganberry (mora) ravanelli semi di girasole
mango sciroppo di riso tahini
melassa rapa svedese tempeh
senape verde semi di sesamo cime di rapa
oliva germogli aceto umeboshi
prezzemolo crescione riso selvatico
pastinaca
piselli
Pepe
lamponi
salsa di soia
spezie
Granturco
rapa

 

Alimenti e livelli di acidità 

MOLTO BASSO BASSO MODERATO ALTO
amaranto fagioli azukI semole orzo dolcificanti artificiali
piselli formaggi stagionati riso basmati orzo
riso integrale alcol manzo
burro olio di mandorle caseina birra
olio di canola (rapa) aceto balsamico olio di castagno noci del Brasile
Chutney (salsa) tè nero pollo pane
noce di cocco cinghiale caffè zucchero di canna
crema grano saraceno mais cacao
curry bietola fiocchi di latte Olio di semi di cotone
datteri latte vaccino mirtillo rosso farina (bianca)
frutta secca alce albumi cibi fritti
fave farina fruttosio succhi di frutta zuccherati
fichi carni di selvaggina ceci nocciole
pesce latte di capra piselli luppolo
gelatina oca miele (pastorizzato) gelato
formaggio di capra kamut ketchup marmellata / gelatina
olio di semi d’uva fagioli strutto liquore
guaiava agnello mais aragosta
miele fagioli di Lima cozze Malto
kasha latte senape pasta (bianco)
caffè molluschi noce moscata fagiano
sciroppo d’acero montone crusca d’avena Sottaceti (industriali)
miglio Fagioli navy olive (salamoia) formaggio fuso
fagioli borlotti altri legumi frutti di mare
pinoli prugna olio di palma bevande analcoliche
olio di semi di zucca fagioli rossi pasta (grano intero) soia
rabarbaro olio di cartamo pasta zucchero
formaggio di pecora seitan arachidi sale da tavola
spinaci semolino pecan tè (nero)
fagiolini olio di sesamo semi pistacchio noci
olio di girasole crostacei melagrana pane bianco
triticale formaggio di soia popcorn aceto bianco
cacciagione (cervo) farro carne di maiale cibi integrali di grano
aceto tapioca prugne vino
fagioli teff segale lievito
anatra selvatica tofu taccole yogurt (zuccherato)
zucchine pomodori latte di soia
tacchino calamaro
vaniglia vitello
grano
fagioli bianchi
riso bianco

 

 

 

Disclaimer:

Questo articolo non si sostituisce in alcun modo al rapporto tra paziente e medico, esso ha una funzione divulgativa e non intende rappresentare una guida per automedicazione, diagnosi o cura. I suggerimenti e i consigli generali mirano esclusivamente a favorire nuove e migliori abitudini alimentari. ed uno stile di vita salutare. Le patologie e alcuni stati fisiologici richiedono l’intervento diretto di un professionista, e la collaborazione del medico curante.

2 commenti

  1. Maria

    3 mesi fa  

    Trovo che questi schemi siano molto utili , ma personalmente credo che ricordarmene per abbinare i vari alimenti in modo corretto mi verrà difficoltoso


    • Anna Cuva

      3 mesi fa  

      Cara Maria, effettivamente all’inizio potrebbe semprare complicato. Ma come tutte le cose, un passo dopo l’altro, vedrai che acquisterai familiaritá con gli abbinamenti.


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